Poche Parole
Scritto da Segreteria Provinciale Torino   
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SEGRETERIA PROVINCIALE

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO

SIULP - SAP

Fed. COISP/MOSAP - SIAP

FSP POLIZIA - SILP CIGL

POCHE PAROLE

Mentre le notizie sui contagi nella Polizia di Stato si accavallano di ora in ora, a Torino stiamo solo perdendo tempo tra giri di parole e mille circolari. È appena giunta la notizia di un intero distaccamento della Polizia Stradale, a Vittorio Veneto, che è stato addirittura chiuso. È inutile negare il disagio dei colleghi, di chi deve lavorare in un momento così difficile senza avere delle certezze e senza avere gli opportuni DPI. Dopo aver chiesto il sacrificio ai colleghi, compartimentando il personale in servizio, in turni diversi, scopriamo che il personale civile non è stato interessato dai nuovi orari proseguendo nella sua normale turnazione. Questo comporta un inutile rischio, forse sottovalutato, di dover chiudere degli uffici interi.

Mentre gli operai nelle fabbriche scioperano per il diritto alla sicurezza negli ambienti di lavoro ed il governo è costretto a rendere conto, i poliziotti torinesi lavorano gomito a gomito in ambienti angusti, privi della minima distanza di un metro, rischiando la propria incolumità e, giocoforza, quella dei loro familiari. Alcuni dirigenti hanno conseguito, seduta stante, una laurea in medicina con specializzazione in virologia, declinando ai colleghi teorie strampalate e fantasiose sul contagio, minimizzando i rischi e, soprattutto, vietando in modo categorico l'uso di mascherine protettive. Se la vettura di servizio è praticamente assimilabile "ad un luogo di lavoro", come si fa a rispettare la distanza di un metro? Come si fa a rispettare tale distanza negli uffici, nelle sale trattazione atti e fermati, nei corridoi? E perché si vedono fotografie di colleghi, in altre città, che usano le mascherine protettive e lavorano con uno standard di sicurezza più elevato mentre qui a Torino vengono addirittura minacciate sanzioni disciplinari per l'uso? La scienza medica ci dice che, in alcuni casi, si può essere positivi al coronavirus senza neanche saperlo (i cosiddetti asintomatici), rischiando di contagiare chi ci sta accanto; in questo senso, l'uso della mascherina, fosse solo anche quella chirurgica, potrebbe salvaguardare il collega che lavora accanto a noi e, in automatico, la sua famiglia. È per questo che chiediamo al signor Questore di decidere e di assumersi la responsabilità diretta di questa situazione. Attendiamo invano da ieri una risposta sulle problematiche portate alla sua attenzione.  I malati aumentano mentre il contagio non si arresta ed a Torino si perde tempo su questioni imbarazzanti. Chiediamo quindi di poter usare le mascherine di protezione individuale, anche quelle acquistate direttamente dal personale se omologate, in modo da affrontare il servizio con un minimo di serenità in più. È una richiesta sensata che merita una altrettanta sensata ed argomentata risposta pregna di buon senso e di responsabilità; quella stessa responsabilità sulla sicurezza dei dipendenti, dei loro familiari e di tutta la cittadinanza che è nelle Sue mani, signor Questore. E proprio per altrettanta responsabilità che queste OO.SS. non condividono le scelte che attualmente sta facendo l'Amministrazione, non vogliamo essere inermi spettatori consapevoli di futuri contagi. Da oggi condivideremo scelte ed iniziative volte alla salvaguardia della nostra salute e della collettività, sperando in una presa di posizione chiara ed univoca da parte Sua.

Non saremo in nessun modo complici della diffusione dell'epidemia.

Certi di aver adempiuto alla nostra mission istituzionale e confidando nella Sua sensibilità restiamo in attesa di un urgentissimo riscontro.

Cordiali saluti. 

Torino, 15.03.2020