Presa in forza Agenti 215° Corso, comunicato Siap del 23 u.s. Stampa E-mail
Scritto da Segreteria Provinciale Torino   
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SEGRETERIA PROVINCIALE

Al Signor Questore di Torino

Egregio signor Questore,

con la presente si fa riferimento alla missiva della O.S. SIAP di Torino, datata 23 u.s. costà indirizzata, con oggetto "presa in forza Agenti 215° Corso. Attività sindacale non consentita".

Il rispetto verso la Sua persona e del ruolo ad Ella riconosciuto, impongono la seguente rappresentazione della versione dei fatti.

Durante le fasi di accasermamento del personale neo assunto in forza, il collega preposto a tali incombenze, riceveva richiesta diretta da parte di un'agente appena giunto, dei suoi recapiti, per eventuali ulteriori necessità inerenti la fruizione dell'alloggio di servizio. A tale richiesta, lo stesso, per praticità e in quanto in possesso esclusivamente del bigliettino da visita,  senza chiedere se fosse iscritta a un sindacato o se volesse iscriversi al SIULP (occorre precisare che la collega avrebbe potuto anche essere già iscritta al SIULP), si limitava a fornire lo stesso bigliettino da visita, dal quale emergeva anche il proprio ruolo all'interno di questa O.S., e a mero titolo di cortesia faceva regalo del calendario 2022 di questa O.S..

In proposito, poiché quanto accaduto non è esclusivo comportamento di questa O.S., è molto probabile che qualcuno abbia perso il buon senso e soprattutto la coerenza.

L'episodio cui si fa riferimento, pare di evidente buona fede e verosimilmente, così come riportato nella missiva cui si fa riferimento, opportunamente ed erroneamente interpretato come attività non consentita. Ciò che però tende a rendere ancora più capziosa tale missiva, è la conoscenza diretta che, già nel passato, altri quadri sindacali e proprio del SIAP., che prestano servizio in uffici funzionali alla gestione del personale o logistici (segreterie, uffici servizi, utl...), si siano anch'essi trovati, per conoscenza diretta o per autopresentazione o referenza, a rappresentare la propria appartenenza alla propria sigla sindacale. In particolare emergono plasticamente situazioni inerenti ai colleghi impiegati in servizi di Corpo di Guardia o in uffici della Questura ed in preposito il SIULP di Torino è pronto a rendere dirette testimonianze.

A tutto c'è un limite e non sarà certo il SIULP ad avvallare ipocrisie o peggio ancora a sdoganare la massima "FATE COME DICO MA NON FATE COME FACCIO", che sembra più adattarsi al Siap.

Per il SIULP il rispetto verso il collega e alla sua appartenenza sindacale va ben oltre il meschino tentativo di moralizzare atteggiamenti perseguiti soprattutto dai moralizzatori.  Questo concetto riteniamo possa trovare condivisioni da chiunque svolga l'attività sindacale, giacché l'inevitabile epilogo, rischierebbe di mettere in discussione qualunque quadro sindacale che per opportunità di incarico si trovi a ragionare di questioni sindacali, specificando la sua appartenenza sindacale.

Inoltre, ma non per minore importanza, poiché il dirigente dell'UTLP pare abbia chiesto al collega in questione di nascondere il calendario del SIULP su probabile richiesta di qualcuno, atteso che anche il calendario potrebbe diventare propaganda tacita, diventa inevitabile capire fino a che punto debbano essere rimossi solo i calendari SIULP a meno che non si tratti di un  inaccettabile apposito attacco mirato a questa OS.

Pare quindi effettivamente capziosa la missiva del SIAP, che in questo caso manifesta una dialettica che prescinde da quanto posto in essere nel passato proprio dai suoi rappresentanti, pronti in ogni momento a dichiarare la propria figura sindacale, in qualsiasi ambito della Questura e a prescindere dalla propria posizione lavorativa del momento. E proprio il caso di dire che la massima cristiana di "scagli la prima pietra chi è senza peccato" non si addice a chi una coscienza sembra proprio non averla, ma antepone a tutti e a tutto il tesseramento in tutti i modi possibili, anche con atteggiamenti "farisei".

Siamo certi che il buon senso prevarrà e che qualcuno ridimensioni il proprio atteggiamento provocatorio e fuori luogo, nel prioritario interesse dei colleghi e dei valori del sindacato, che non possono certo dipendere da vantaggi estemporanei o dalla volubilità di qualche atteggiamento umorale che non si attaglia alla realtà esperenziale.

Cordiali saluti.

Torino, 24 febbraio 2022
 
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