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INTERVISTA SIG. QUESTORE  DI TORINO - COMUNICATO STAMPA

 

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MISCELA ESPLOSIVA PER IN NOSTRO PAESE - COMUNICATO STAMPA

 

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IMPROCRASTINABILE L'AUMENTO DEL PERSONALE POLIZIA A TORINO - COMUNICATO STAMPA

 

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E VENNE L'ORA DELLO STATO DEMOCRATICO - COMUNICATO STAMPA

 

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TEST SIEROLOGICI AL PERSONALE DELLA POLIZIA DI STATO - COMUNICATO STAMPA

 

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COVID 19 - BANCA DATI SOGGETTI POSITIVI

 

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  CURE SANITARIE PER TUTTI - COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO

 

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CONVENZIONI CON CENTRO MEDICO IGEA // REALE MUTUA E NOIPA // CENTRO OLISTICO HARMONIAI

 
Misura cautelare per lo spacciatore arrestato per la seconda volta Stampa E-mail
Scritto da Segreteria Provinciale Torino   
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SEGRETERIA PROVINCIALE
COMUNICATO STAMPA

Dichiarazione del Segretario del SIULP di Torino Eugenio Bravo in merito alla decisione del Ministro dell'Interno di prevedere la misura cautelare dopo che lo spacciatore viene arrestato per la seconda volta.

Finalmente ci sarebbe da dire e sperando che non siano solo buone intenzioni. Per quanto riguarda la città di Torino, la misura di sottoporre a custodia cautelare chi viene preso per la seconda volta a spacciare droga, a prescindere dall'entità della sostanza venduta, rappresenterebbe una svolta epocale nella lotta al contrasto della droga e al senso di impunità imperante.

Significherebbe dare un senso reale alla certezza della pena soprattutto per contrastare un reato così grave e insidioso e che devasta le giovani generazioni. Valutare semplicemente la modica dose non ha più senso quando ormai gli spacciatori sono organizzati distribuendo microdosi che raccolgono in luoghi occultati e ben organizzati, in proposito ci viene in mente ad esempio il Valentino.

Certo il problema potrebbe riguardare sicuramente il sovraffollamento carcerario atteso che in periferie come Barriera di Milano, San Salvario, Dora Vanchiglia in particolare, lo spaccio è attività tristemente florida.  E tuttavia la soluzione non può che essere quella della misura detentiva che non consenta più a questi soggetti di tornare immediatamente liberi di distribuire "veleno".

Piuttosto si metta mano a una legislazione carceraria che preveda più carceri e più polizia penitenziaria in grado di eliminare dalle strade, dalle discoteche dai giardini questi dispensatori di morte. Naturalmente l'aspetto culturale deve procedere parallelamente alla sanzione punitiva.

Torino, 20 febbraio 2020

 
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