Esame regalato durante Occupazione Stampa E-mail
Scritto da Segreteria Provinciale Torino   
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SEGRETERIA PROVINCIALE
COMUNICATO STAMPA

Dichiarazione del Segretario del SIULP di Torino Eugenio Bravo in merito alla grave preoccupazione manifestata dall'Insegnante Ferrero Camoletto che costretta a non sostenere gli esami poiché era in atto un'occupazione nell'Università di Torino, per protesta riteneva opportuno "regalare" il superamento dell'esame ai suoi studenti con un voto "politico".

Che sostenere gli esami universitari mentre è in corso una protesta studentesca concernente l'occupazione dell'Università in conseguenza di precedenti scontri tra studenti politicamente antagonisti, nei quali alcuni poliziotti sono stati feriti gravemente, avrebbe potuto suscitare un oggettiva preoccupazione da parte degli studenti che dovevano sostenere l'esame, suggestionando emotivamente la loro serenità ed inficiando l'oggettività degli esami è un dato. In questo caso, tuttavia, la legittima  preoccupazione veniva risolta "brillantemente" dalla Professoressa che, con una protesta ufficiale, mal digerendo l'obbligo di trasferirsi altrove per ragioni di sicurezza, decideva di conferire l'attestazione di un voto che acconsentiva a tutti gli studenti di superare l'esame, senza che gli stessi incorressero in particolari stress.

Purtroppo, il dato che ormai si riconferma nel tempo è come, in questo Paese, da troppo tempo, le azioni di prevenzione delle Forze dell' Ordine vengano interpretate da chiunque e soprattutto da particolari aree politiche, sempre e comunque in senso negativo. Ma che le misure di sicurezza messe in atto dalle forze dell'ordine, per garantire l'incolumità delle persone, in questo contesto trattasi di insegnanti e studenti, o per garantire la legalità nel suo complesso, possa quasi diventare il pretesto per superare egregiamente un esame universitario con buona pace delle pari opportunità e del merito tanto invocato da tutti, ha dell'incredibile. 

Per quanto si azzardi un parallelismo, quanto accaduto nell'Università di Torino,  assomiglia sempre  più ad una pallida copia di reminiscenze storiche le cui motivazioni sussistevano in processi culturali e sociali molto differenti e ben altrimenti strutturati.

Ci preme ribadire, chiude Eugenio Bravo come il sacrosanto diritto allo studio e ancor più l'intoccabile libertà di pensiero nulla ha a che vedere con scelte volte a mettere in atto azioni di recupero della legalità la quale, in extrema ratio, nel superiore interesse del diritto e della sicurezza in generale deve necessariamente essere prioritaria. 

Torino, 18 febbraio 2020
 
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