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LETTERA DOCENTI CAMPUS EINAUDI - COMUNICATO STAMPA

 

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MISURA CAUTELARE PER SPACCIATORE ARRESTATO PER LA SECONDA VOLTA - COMUNICATO STAMPA

 

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ESAME REGALATO DURANTE OCCUPAZIONE - COMUNICATO STAMPA

 

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  ENNESIMA GIORNATA DI VIOLENZE AL CPR DI TORINO - COMUNICATO STAMPA

 
Ennesima giornata di violenza al CPR Stampa E-mail
Scritto da Segreteria Provinciale Torino   
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SEGRETERIA PROVINCIALE

COMUNICATO STAMPA CONGIUNTO

SIULP - SAP

L'ennesima giornata di violenza al CPR, l'ennesima conta di danni, l'ennesimo elenco di poliziotti feriti. Un film già visto e rivisto che però nessuno si prende il disturbo di fermare. 

Alla regia, occulta ma non troppo, i soliti "bravi ragazzi" dei Centri Sociali, mentre gli interpreti principali sono gli "ospiti", che quando decidono di salire sul palcoscenico, lo fanno senza paura di distruggere tutto, ben sapendo che un sistema giudiziario come quello italiano non sarà in grado di contenerli. Impuniti ed impunibili. Di questo sono perfettamente consapevoli, dato che le rivolte e le devastazioni sono ormai all'ordine del giorno.

Lo stesso sistema non è in grado di tutelare i poliziotti, relegati al ruolo di attori non protagonisti, costretti ad affrontare questi esaltati che troppo spesso hanno vita facile. Quel che è peggio è che, se si volesse, si potrebbero realizzare degli interventi strutturali di modifica, tali da ridurre, contenere o addirittura evitare questi bollettini di guerra. 

L'ultimo episodio è accaduto perché, per l'ennesima volta, degli scalmanati sono saliti sui tetti delle aree che li ospitano, lanciando di tutto sugli operatori (soprattutto pietre e mattoni). Possibile che non si possa fare niente? Possibile che non si possano ascoltare le voci e le proposte di chi lavora quotidianamente a contatto con questi problemi? Ma se il modulo di contenimento non è in grado di ospitare in sicurezza nessuno e soprattutto le forze dell'ordine e i militari, ormai divenuti vittime sacrificali, la necessità di espellere questi "galantuomini" direttamente dal carcere è una impellente priorità. Subito una task force con potenziamento di uomini all'ufficio immigrazione e chi ha creduto bene di venire in Italia per fare il criminale, dal carcere deve essre direttamente rimpatriato. 

I poliziotti che lavorano al CPR hanno il diritto di poter lavorare serenamente, sapendo che vengono prese tutte le accortezze per evitare disordini. Sappiamo benissimo che non esiste il turno di servizio che non comporta dei rischi ma pretendiamo che, una volta per tutte, si risolva il problema.

Torino, 03.02.2020
 
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