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Il CPR di Torino è una “bomba” ad orologeria Stampa E-mail
Scritto da Segreteria Provinciale Torino   
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SEGRETERIA PROVINCIALE
COMUNICATO STAMPA

Dichiarazione del Segretario Generale Siulp Torino Eugenio Bravo

Il CPR di Torino è una "bomba" ad orologeria

Anche oggi non sono mancati i consueti feriti, 5, tra i poliziotti del Reparto Mobile, impegnati a sedare l'ennesima rivolta degli ospiti del CPR, dichiara Eugenio Bravo.

Ancora una volta i poliziotti devono fronteggiare le violente intemperanze di questi stranieri in attesa di espulsione pronti a tutto pur di non dar luogo alla loro espulsione.

Incendi, lanci di bottiglie e oggetti contundenti contro le forze dell'ordine e i militari sono all'ordine del giorno e, tuttavia, nessuno sembra capire come l'unica soluzione per evitare questa sistematica distruzione del CPR sia quella di espellere questi "signori" pregiudicati direttamente dal carcere, senza mai più farli permanere nel CPR.

Identificare ed espellere questi stranieri direttamente dal carcere è una scelta inderogabile se non vogliamo assistere a scene di violenza che trasformano il CPR di Torino in un campo di battaglia dove, prima poi, qualcuno potrebbe farsi male molto seriamente.

Per il Segretario del Siulp occorre essere più pratici e molto meno teorici cominciando a stabilire che il CPR debba essere il luogo dove vengano ospitati solamente gli irregolari perché sprovvisti di documento d'identità; tutti gli altri che si sono macchiati di reati detentivi non devono essere tradotti nel CPR in attesa di espulsione ma devono essere rimpatriati direttamente dal carcere.

Per Eugenio Bravo occorre prevedere una task force apposita che, con un adeguato potenziamento del numero di operatori dell'ufficio immigrazione, possa dar luogo alle espulsioni direttamente dall'istituto di pena. 

Torino, 13 gennaio 2020

 
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