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ASSOLUZIONE ESPONENTI ANTAGONISTI - COMUNICATO STAMPA

 

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NUOVA OCCUPAZIONE DA PARTE DI ANTAGONISTI - COMUNICATO STAMPA

 

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ENNESIMA VIOLENZA SESSUALE - COMUNICATO STAMPA

 

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DICHIARAZIONE SUL TASER - COMUNICATO STAMPA

 

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CLAVIERE, UN SERVIZIO IMPOSSIBILE - COMUNICATO STAMPA

 

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MINISTRO DELL'INTERNO IN DIVISA - COMUNICATO STAMPA

 

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AGGRESSIONI FDO - INTERVISTA AL SEGRETARIO GENERALE BRAVO

 

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AGGRESSIONI ALLE FORZE DELL'ORDINE - COMUNICATO STAMPA

 
Claviere - un servizio impossibile Stampa E-mail
Scritto da Segreteria Provinciale Torino   
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SEGRETERIA PROVINCIALE
COMUNICATO STAMPA

Dichiarazione del Segretario Generale Siulp Torino Eugenio Bravo

Confine di Claviere - Giustissimo difendere i confini del Paese ma con logistica, strutture ed organizzazione che consentano ai poliziotti di garantire il servizio con efficienza e nel rispetto della dignità degli operatori. Il servizio nato in modo repentino da reali esigenze di sicurezza, deve essere organizzato con i giusti criteri e con i giusti accordi tra polizia italiana e francese

Superfluo rammentare come la "sospensione" degli accordi di Schengen da parte della Francia abbia dato inizio ai respingimenti degli stranieri (prima con Schengen si procedeva con la riammissione concordata) costringendo la polizia italiana ad attestarsi sul confine Italo-Francese (Claviere) in attesa di prendere in consegna i respinti della polizia francese. Fondamentale diventa assumere accordi sugli accompagnamenti con la polizia francese, che consentano di prendere in consegna di volta in volta gli stranieri, dietro accordi puntuali, installando altresì telecamere nel confine in luogo dei poliziotti.

 

Ma è anche poco chiara la ragione per cui sulla piattaforma del Frejus, in Italia, se la polizia italiana collabora con quella francese la quale effettua i controlli e i respingimenti di chi tentasse di entrare nel territorio francese in modo irregolare, consegnandolo poi alla polizia italiana, al contrario, la polizia francese non collabora con la polizia italiana in territorio francese per effettuare i controlli e respingere chi volesse entrare in Italia senza titolo. Praticamente mentre la polizia francese lavora sul suolo italiano, quella italiana non può lavorare su quello francese. Eppure, anche se in proporzione minore, qualcuno irregolare dalla Francia cerca comunque di entrare in Italia.

Ma ciò che ci preme rappresentare è come ad oggi, il servizio di controllo della frontiera che si svolge a Claviere da oltre 4 mesi, si è trasformato in un autentico incubo per i poliziotti colà impiegati.

I poliziotti sono abbandonati al loro destino in condizioni "bestiali".

L'autovettura, utilizzata per ospitare i poliziotti in attesa di eventuali arrivi di extracomunitari accompagnati dalla polizia Francese, viene necessariamente parcheggiata sulla carreggiata nei pressi di una curva a lato di due cassonetti dei rifiuti, significando che il passaggio di mezzi pesanti, in condizioni climatiche avverse e con la conseguente pessima nsituazione del manto stradale, espone i colleghi e l'autovettura stessa ad eventuali investimenti da parte dei mezzi in transito.

L'assenza di servizi igienici sul posto di confine, costringe gli operatori a servirsi incredibilmente della boscaglia, a temperature sottozero, anche -12°.

Una volta presi in consegna gli stranieri respinti dalla polizia francese, gli stessi vengono accompagnati presso i locali di trattazione, ubicati a 7 Km di distanza, mediante il trasporto su un'autovettura priva di cellula di protezione. Nel frattempo, in loco, nel confine, permangono sempre operatori del Reparto Mobile in condizioni logistiche e di sicurezza precarie, in attesa di eventuali ulteriori arrivi di stranieri respinti, da prendere in consegna.

Le avverse condizioni climatiche, onde consentire un minimo sollievo agli operatori, obbliga i poliziotti che piantonano in auto il confine, a tenere in moto l'autovettura in maniera pressoché continuativa. In merito all'area in cui stazionano i mezzi di polizia, parlano esplicitamente le fotografie allegate già nel precedente documento sindacale di dicembre, dove si evidenzia come mezzi e uomini siano circondati da un ampia coltre di neve .

Significativa è l'ecatombe degli automezzi che, restando accesi per necessità H24, attese le criticità climatiche, sono stati ricoverati per manutenzione con una certa assiduità; in ordine di tempo la Fiat Panda, la Subaru, il Ducato della polizia stradale e infine il Discovery. Il Camper di appoggio, è privo di riscaldamento e le luci non funzionano.

La pessima condizione logistica ed organizzativa della mensa che confeziona pasti a dir poco indecenti, se non insalubri, senza vassoi e con piatti sporchi e che non è in grado di garantire pasti adeguati, è la ciliegina su una torta molto amara.

La situazione per i poliziotti è invivibile e sta violando i diritti più elementari dei poliziotti conquistati con lotte e sacrifici dei colleghi e dal SIULP.

Urge intervenire in modo risolutivo perché ulteriori ritardi organizzativi non potranno più essere sopportati e tollerati.

Torino 17 febbraio 2019
 
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