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AGGRESSIONI DEI GIORNI SCORSI - COMUNICATO STAMPA

 

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NUE112 ITALIANO: UN MODELLO INEFFICACE DA DIFENDERE AD OGNI COSTO  - COMUNICATO STAMPA

 

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  SCONTRI IN VAL SUSA - COMUNICATO STAMPA

 

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  REVISIONE LEGITTIMA DIFESA - COMUNICATO CONGIUNTO SIULP / SIAP

 

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UNA SERIA POLITICA DI GESTIONE DEI FLUSSI MIGRATORI - COMUNICATO CONGIUNTO SIULP / SIAP

 

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FOTO 8° CONGRESSO NAZIONALE SIULP

 

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POLIZIOTTO A META'

 

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CONVENZIONI CON AVVOCATO MARIA GRAZIA BROIERA / RISTORANTE PIZZERIA IL CAPITOLO / OK SERRAMENTI / PIZZERIA IL PIRATA

 
REVISIONE DELLA LEGITTIMA DIFESA Stampa E-mail
Scritto da Segreteria Provinciale Torino   
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SEGRETERIA PROVINCIALE

COMUNICATO CONGIUNTO

SIULP - SIAP

IL DISEGNO DI LEGGE SULLA REVISIONE DELLA LEGITTIMA DIFESA IN DISCUSSIONE AL PARLAMENTO

Premesso che il nostro lavoro di poliziotti non può non incidere sul nostro punto di vista (troppe volte assistiamo alla disperazione, alla rabbia, alla paura di chi ha subito un furto, una rapina, una truffa, un'aggressione nella propria casa o negozio e molto spesso sono persone anziane) tuttavia con la più assoluta obiettività riteniamo, pur con qualche perplessità, che il disegno di legge di revisione della legittima difesa, vada nella giusta direzione.


A Torino, in particolar modo non si registrano negli ultimi anni aumenti di richieste di porto o detenzione armi ma la situazione si va stabilizzando. Urlare sul rischio "Far West" ci sembra obiettivamente fuori luogo, atteso che per modalità "Far West" si intenda girare per le città armati di tutto punto e pronti a sparare; questa situazione non era prevista e non sarà prevista nemmeno con l'avvento della nuova legge. Giustificare l'uso dell'arma per difendere il proprio domicilio o abitazione di fronte ad un'aggressione per quanto possa essere spiacevole, diventa inevitabile se per difendere i propri beni o famigliari significa passare dalla ragione al torto, come spesso accade oggi, trasformando la vittima in carnefice e sottoponendola a processi lunghi, esosi e disarmanti che guardano favorevolmente più all'aggressore che all'aggredito.
Questo disegno di legge quanto meno chiarisce in modo inequivocabile da che parte si pone la legge.
Poi, continuano Bravo e Di Lorenzo, che le persone non attendano altro che sparare a qualcuno è fuorviante: a nessuno può far piacere sparare ad altri se non messo con le "spalle al muro" per difende se o i suoi famigliari. Troppe sono le vittime di questo subdolo reato che prevede la violazione del domicilio e l'aggressione delle persone e delle famiglie le quali, una volta subito questo delitto, trascorrono molti anni nell'incubo del ricordo, nelle ansie e nelle paure che possa ancora succedere.
Certo l'ideale sarebbe, ribadiscono il SIULP ed il SIAP di Torino, stabilire un più alto minimo della pena edittale, ancora troppo basso, se si tiene conto che può sempre intervenire la riduzione di un terzo della pena grazie ai riti alternativi e pertanto l'autore del reato potrebbe ancora una volta riuscire a evitare il carcere, atteso che la condanna dovrebbe prevedere una pena superiore ai 4 anni. Analogamente occorrerebbe intensificare il controllo del territorio, ma non solo nelle città metropolitane, ma anche nelle piccole cittadine e paesi affinché chi subisse una intrusione indesiderata nella propria abitazione o negozio, possa contare in un intervento tempestivo di pattuglie delle forze dell'ordine, con il concorso anche della Polizia locale.
Non crediamo nella congettura di chi ritiene che con questa nuova legge l'aggressore si armerà anch' esso di tutto punto per fronteggiare e ingaggiare uno scontro a fuoco con l'aggredito; chi decide di perpetrare un furto o una rapina è convinto nella buona riuscita dell'operazione a prescindere se in casa il titolare sia armato. Tra l'altro, poiché già molti detengono regolarmente le armi, questa considerazione potrebbe valere anche adesso. Si spera, al contrario, che la paura di trovare persone armate e giustificate a difendersi, possa diventare un deterrente per chi ritiene di fare un repulisti nelle case altrui.
Inoltre, chiudono i Segretari, per detenere un arma occorre sempre un certificato medico e una abilitazione rilasciata dal poligono di tiro; se si ritiene troppo agevole, si può sempre prevedere un eventuale corso per l'uso e il maneggio dell'arma con periodiche esercitazioni al tiro, per quanto si debba tenere conto che l'arma, si auspichi, non sia necessario utilizzarla.

Torino, 20 luglio 2018

 
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