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MENSA DEL V REPARTO MOBILE: IL POLLO INVISIBILE

 

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LAUREARSI IN MODO AGEVOLE A TORINO CON IL SIULP

 

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VERBALE E DOCUMENTO FINALE DIRETTIVO PROVINCIALE - NOVEMBRE 2016

 

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CRITICITA' COMMISSARIATO CENTRO

 

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EMERGENZA RIMPATRI A BARDONECCHIA

 

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EMERGENZA 159/LEON COMM. SAN SECONDO


 
La Paura non vincerà Stampa E-mail
Scritto da Segreteria Provinciale Torino   
SEGRETERIA PROVINCIALE

DICHIARAZIONI DEL SEGRETARIO GENERALE DEL SIULP DI TORINO EUGENIO BRAVO.

"La strategia della paura terroristica, sempre più intensa, sta disseminando timori ed insicurezze, mettendo a dura prova il "pactum societatis" con il quale il popolo trasferisce la propria sovranità ai suoi rappresentanti.

Il terrore vuole richiamare nella mente delle persone il timore di oscuri scenari verso un mondo in cui l'odio e le guerre predominano sulla pace e la convivenza civile. Vuole instillare nei cittadini la sindrome  dell'accerchiamento operato da nemici invisibili, nascosti  tra  milioni di persone, disposti a tutto ed in grado di colpire in ogni dove e inaspettatamente.

Un  terrore che si alimenta di cittadini timorosi, disorientati e sempre più sospinti dalla paura verso lo straniero.

Colpa delle politiche imperialistiche americane, colpa della tragedia dell'11 settembre, colpa della guerra in Afganistan, colpa della guerra in Iraq, colpa della guerra in Libia, colpa delle diverse civiltà, religioni, abitudini, usi e costumi.

Forse la vera colpa è da ricercare nell'emarginazione dei popoli poveri e privi di libertà e in quelli dove le democrazie fantasma li obbligano a crescere tra grandi diseguaglianze e sotto l'oppressione di morse autoritarie.

Forse la vera colpa è da ricercare negli Stati creati per essere sottomessi  agli interessi di altri Stati, precondizioni ottimali per la nascita e lo sviluppo del germe della rivolta, dell'odio e del terrore.

Forse la vera colpa è da ricercare nei fanatismi, nelle autocrazie, nei regimi confessionali,  nell'odio verso chi non condivide il credo unico e indefettibile che, con il suo  potente messaggio ultraterreno,  proietta i fedeli verso un fine migliore che non è di questo mondo. Un mondo ultraterreno raggiungibile molto spesso immergendo le mani nel sangue "infedele". Un fine supremo che profetizzando  un "immaginario" mondo migliore, arma le mani di giovani uomini e donne, pronti a tutto, anche al martirio, pur di distruggere le civiltà opulente e del benessere, nelle quali sono nati e cresciuti.

La vera colpa è una miscela esplosiva di concause a cui non basterà rispondere con la forza delle armi.

Una nuova prospettiva etica e culturale che pervada le coscienze di tutti   ponendo l'uomo , la sua vita e i suoi bisogni, al centro del mondo terreno, dove il rispetto per il prossimo e per  l'ambiente circostante rappresenti un nuovo ordine morale e dove l'istinto dello stato di natura hobbesiano venga meno, dovrebbe essere la risposta.

I Paesi liberi e democratici sono sicuramente più vulnerabili dei regimi totalitari, ma nello scontro tra libertà e fondamentalismo, tra democrazia e satrapismo, la forza dei valori della civile convivenza, conquistata con le rivoluzioni, le guerre e le lotte sanguinarie del passato non cadrà preda del terrore.

Superando i limiti  degli interessi nazionalistici delle singole democrazie, attraverso una visione del mondo meno individualista, più socializzante e altruistica, si potrà costruire una diversa vitalità della società terrena, che risponderà con energia e giustizia agli orrori e alle minacce dei radicalismi politici e religiosi."
 
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