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NUOVA OCCUPAZIONE DA PARTE DI ANTAGONISTI - COMUNICATO STAMPA

 

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ENNESIMA VIOLENZA SESSUALE - COMUNICATO STAMPA

 

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DICHIARAZIONE SUL TASER - COMUNICATO STAMPA

 

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CLAVIERE, UN SERVIZIO IMPOSSIBILE - COMUNICATO STAMPA

 

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MINISTRO DELL'INTERNO IN DIVISA - COMUNICATO STAMPA

 

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AGGRESSIONI FDO - INTERVISTA AL SEGRETARIO GENERALE BRAVO

 

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AGGRESSIONI ALLE FORZE DELL'ORDINE - COMUNICATO STAMPA

 
Documento Incontro Sig. Questore - Comunicato Congiunto Stampa E-mail
Scritto da Segreteria Provinciale Torino   
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SEGRETERIA PROVINCIALE

COMUNICATO CONGIUNTO

SIULP - SAP - SIAP - COISP

UIL ANIP - CONSAP

31 maggio 2016

In data odierna le sottoscritte oo.ss. hanno tenuto l'incontro richiesto per affrontare le serie problematiche che si stanno rscontrando negli ultimi mesi. Per l'Amministrazione era presente il SIg. Questore, il SIg. Vicario del Questore, il Capo di Gabinetto ed il dirigente dell'U.P.G.S.P.

Nell'incontro è stato letto e discusso il testuale documento che è stato consegnato al Sig. Questore:

"Tutti i sindacati, oggi, rappresentano al Signor Questore di Torino il loro disappunto circa una gestione complessivamente inopportuna che, se pone attualmente quale prevalente oggetto di controversia il controllo del territorio, qualora non rivista e rimodulata al più presto con metodi che recuperino un opportuno grado di flessibilità e condivisione, potrebbe inevitabilmente estendersi anche in altri Uffici, radicalizzando un intollerabile metodo organizzativo fuori dal tempo e contrario ai diritti e alla dignità dei poliziotti.

Tutte le OOSS stigmatizzano le più che discutibili scelte di carattere organizzativo assunte negli ultimi 6 mesi dall'Amministrazione e le cui responsabilità hanno messo in luce un ingiustificabile pregiudizio verso i poliziotti di diversi Uffici (vedasi UPG, Commissariati, Reparto Prevenzione Crimine, Squadra Mobile, ma non solo) ponendo in primo piano quale criterio organizzativo metodi di vigilanza e di "'intimidazione" sull'operato di questi operatori, causando un duro colpo sulla loro dignità professionale. Sulla base di questo criterio perseguito da alcuni Dirigenti, l'Ordine del superiore gerarchico prevale su qualunque competenza ed esperienza maturata nel tempo e sul campo, nonostante siano le uniche cose in grado di contraddistinguere realisticamente l'efficienza e l'efficacia del servizio di polizia.

Parimenti i sindacati non hanno esitato a rimarcare la negativa "politica" del risparmio attuata dall'Amministrazione locale che, a fronte di un organico di uomini insufficiente per sopperire adeguatamente al controllo del territorio e all'attività di polizia giudiziaria, anziché pretendere dal Dipartimento il giusto potenziamento dell'organico e del monte ore straordinario, vorrebbe ridimensionare il diritto alle ferie dei poliziotti e ai riposi, pretendendo altresì paradossalmente, che in modo quasi automatico, eventuali attività di polizia possano essere limitate entro gli stretti orari di servizio, evitando il più possibile ore di lavoro straordinario, spesso indispensabili.

Per attuare questo " grande piano strategico", il controllo del territorio, basato sulle volanti che svolgono attività di prevenzione, si è trasformato nel controllo preventivo, a cura di incolpevoli giovani funzionari, proprio di quei poliziotti che tutti i giorni e per decine di anni hanno garantito con eccellenza la sicurezza dei cittadini torinesi.

Sembra proprio che nell'immaginario di alcuni Dirigenti, i poliziotti di Torino siano considerati troppo "rilassati" o troppo "viziati"ed ecco che allora un ingiusto "cazziatone" viene rivolto anche ai colleghi dell'UTLP, colpevoli di non garantire ad oltranza autoveicoli in continua riparazione. Già perché, secondo qualcuno, non è la scarsità di risorse, uomini e mezzi, che incidono negativamente sull'efficienza del sistema ma sono i già pochi poliziotti che si sbattono e che si dovrebbero sbattere ancora di più, magari fino alla esasperazione.

E questo vale per tutti gli Uffici che, con il personale già ridotto al lumicino, vede poliziotti impiegati sempre più frequentemente nei servizi di OP, con pregiudizio per l'attività del proprio Ufficio.

In questo contesto, l'unica cosa che ormai conta e dimostrare il cambiamento di marcia e se poi la marcia è quella marziale poco conta. L'importante è dimostrare un cambiamento di passo, se poi il passo è un passo indietro, va bene comunque purché sia chiaro l'imprinting del nuovo Dirigente. E allora guai ad ammalarsi e chiedere visita pena lo spostamento di servizio; le ferie devono essere ridotte al minimo essenziale e i colleghi devono ingegnarsi in un elaborato gioco di incastri tra partenze e rientri per garantire il numero imposto di volanti sul territorio. Naturalmente le richieste di riposi all'ultimo momento per esigenze famigliari sono da evitare, l'orario flessibile è improponibile perché il poliziotto sarebbe fuori controllo (di quale tipo di controllo non è dato sapere) le specialità sono considerate quanto una candela consumata e le pattuglie antiterrorismo lavorano con un giubbotto antiproiettile, non certo ultraleggero, perennemente indossato per 6 e più ore in auto o in piedi, autista incluso, con buona pace della spina dorsale dei poliziotti, tra qualche anno magari con schiacciamento di vertebre. A chi troppo, indossando perennemente giubbotti anche in momenti superflui, e a chi niente, con giubbotti scaduti o in scadenza come quelli delle volanti.

Ma il controllo deve dispiegarsi inesorabile sul COT, sulle volanti UPG e su quelle dei Commissariati. E allora ecco che i poliziotti di pattuglia dell'UPG o Commissariati, secondo una indicazione generale non scritta, non dovrebbero fare un solo passo o una sola scelta operativa senza l'Ordine o l'autorizzazione del superiore, men che meno permettersi, i poliziotti dell'UPG che non siano funzionari, di telefonare al PM anche se l'attività di polizia è stata svolta autonomamente dalla pattuglia.

Non solo ma le volanti dei Commissariati per intervenire su richiesta del loro ufficio devono seguire una trafila inquietante: la volante del Commissariato deve contattare il proprio responsabile referente, il quale deve informare il proprio Dirigente del Commissariato che a sua volta deve chiedere al Dirigente dell'UPG che autorizzi la volante del Commissariato a intervenire su richiesta del proprio Ufficio. A parte l'assoluta sfiducia nei confronti dei Dirigenti dei Commissariati che di certo non si divertono ad impegnare la propria volante per amenità d'Ufficio, ci sovviene un interrogativo non meno inquietante: perché abbiamo creato con grandi spese dello Stato Sale Operative comuni in video conferenza tra Polizia e Carabinieri per velocizzare gli interventi, se poi si burocratizzano, o peggio, militarizzano, attraverso un assurdo ordine gerarchico, gli interventi delle volanti dei Commissariati?

Criteri e scelte che hanno dell'incredibile anche perché, a Torino, le volanti sono sempre state riconosciute da tutti il fiore all'occhiello della Questura. Un servizio di controllo del territorio esperito da sempre con capacità, professionalità e competenza e gli elevati risultati anche in termini premiali, ne sono un esempio incontrovertibile.

Certo la libertà di non condividere tutto questo è garantita per cui, se qualcuno controllato a vista dai superiori non condivide questo metodo vetero-militarista tanto peggio, si provvederà ad allontanarlo o si potrà riciclare in un servizio professionalmente meno gratificante convincendolo così ad andarsene; e se questo azzardo metodologico allontanerà anche poliziotti con più di 20 anni di onorata esperienza e professionalità poco male. E poco vale il ragionamento che suggerisce che è proprio dall'esperienza che si ricava un buon controllo del territorio e una buona polizia giudiziaria.

La parola d'ordine gerarchica è garantire poliziotti sempre presenti sulle volanti dell'UPGSP e dei Commissariati a prescindere dai loro sacrosanti diritti, perché quello che conta è essere in servizio sempre e comunque, agire e controllare. Ma, attenzione, l'attività di polizia non deve svolgersi verso la fine dell'orario di servizio perché si intaccherebbero le ore di straordinario, esattamente come gli eventuali atti di PG devono essere redatti frettolosamente e sotto sollecitazione del funzionario; ovviamente disposizioni di questo tipo essendo chiaramente inopportune non vengono previste per iscritto, ma creano comunque un forte disagio a chi deve redigere gli atti con precisione e responsabilità e garantire la sicurezza dei cittadini di fronte alla commissione di reati, a prescindere dall'orario di servizio.

Un limite quello dell'ora di straordinario che condiziona fortemente l'operato della volante dell'UPG impedendole finanche di prestare ausilio alle volanti dei Commissariati, dovendo obbligatoriamente rientrare verso la fine del turno. E se poi la volante del Commissariato, dovendo far tutto da sola, dovrà fare molte ore di straordinario che incideranno comunque sul monte ore complessivo della Questura e soprattutto su quello del Commissariato, poco importa. Già perché è innegabile che se lo straordinario del Commissariato deve essere utilizzato prevalentemente dalla sua volante priva di quel minimo di collaborazione della volante dell'UPG, il restante personale addetto alla P.G., passaporti e quant'altro dovrà adattarsi con le poche rimanenti ore di straordinario e con non pochi inconvenienti di servizio.

Ma il maledetto orario straordinario, incubo di alcuni Dirigenti, investe drammaticamente anche la Ricezione Denunce della Questura onde per cui, sempre a voce, è vietato ricevere una denuncia 20 minuti prima della fine del turno. Il cittadino denunciante dovrà farsene una ragione ed attendere con pazienza il turno del personale montante. Un Ufficio quello della ricezione denunce che sta vivendo momenti drammatici attesa la gravissima contestazione disciplinare conferita ad un collega con 41 anni di onorato servizio riservandogli un trattamento degno di un romanzo Kafkiano.

Un clima ad altissima temperatura quello che si sta registrando in generale negli Uffici della Questura. Un giro di vite d'Autorità che non aiuta il benessere dei poliziotti, la loro serenità lavorativa e tantomeno migliora il servizio di polizia, con decisioni fuori luogo che sembrano dettate più da una incomprensibile irrequietezza, che non da una motivata necessità di cambiamento che guarda al futuro in modo propositivo e positivo. E così anche l'Ufficio di Gabinetto comincia a dare segnali irragionevoli, mai registrati prima, come impedire ai poliziotti la partecipazione ai Convegni e interventi insoliti presso l'Ufficio scorte.

Controllare tutto e tutti sembra la parola d'ordine perché i poliziotti vanno educati, formati, oseremo dire militarizzati. E allora la divisa operativa va indossata con assoluta precisione formale sotto il ferreo controllo del funzionario e poco conta se poi non se ne trova una che sia una nel magazzino VECA che consenta di lavorare con la divisa estiva al posto di quella scomodissima invernale, l'importante è regimentare il più possibile.

Innovare è giusto, ma con l'obiettivo per queste OOSS di migliorare le condizioni di lavoro dei poliziotti rendendo il servizio più efficiente ed efficace. Questo sembrava dovesse essere inizialmente il piano strategico del controllo del territorio predisposto dal Questore e di cui, oggi, i sindacati non ne sono più affatto sicuri. Perché imporre l'Ordine al posto della professionalità acquisita e pretendere obbedienza al posto di comprendere le ragioni di lavoro con le sue necessarie flessibilità, è esattamente un percorso che va al contrario e non può lasciare indifferenti i sindacati di polizia a cui sta a cuore la serenità dei poliziotti e la sicurezza dei cittadini.

Ciò che per queste OOSS è chiarissimo e che un poliziotto che lavora sulla strada con grandi responsabilità negli interventi e nei confronti dei cittadini, per dare il meglio della sua professionalità, non può e non deve sentirsi sempre sotto pressione o sotto esame e da chi a volte, suo malgrado, non ha l'esperienza necessaria. Il poliziotto non può e non deve essere poco sereno.

Sembra un "ritorno ad un passato remoto" quello che si sta verificando all'UPG e di riflesso negli altri Uffici, Commissariati e Reparti. Già perché anche il Reparto Prevenzione Crimine non è immune da questo ritorno al passato, vedendosi ridimensionare dall'Amministrazione locale, la conquistata indennità di OP tanto promessa dal suo Ufficio Centrale.

Queste OOSS vogliono comprendere fino a che punto l'organizzazione da Lui richiesta sia stata puntualmente e correttamente recepita da chi ha l'onere e l'onore di guidare un Ufficio di siffatta rilevanza strategica per la sicurezza dei cittadini"

Il Signor Questore, con spirito aperto e attento, ha convenuto che le questioni poste da queste oo.ss. sono della massima importanza e segno dell'interesse delle oo.ss. stesse a far si che l'efficacia del servizio debba necessariamente accompagnarsi con il benessere del personale che ha diritto a lavorare con aninmo sereno.

Il Signor Questore, dopo aver illustrato le finalità di alcune scelte, che sono anche di input ministeriale, dettate dall'esigenza di garantire il massimo nel controllo del territorio, ha chiaramente enunciato la volontà di approfondire quanto segnalato dalle oo.ss. e rimuovere quegli ostacoli alla corretta gestione del personale ed al regolare impiego in servizio che hanno caratterizzato questi ultimi tempi evitando qualunque forma di abuso ed eccesso.

Al Signor Questore le OO.SS., esprimendo apprezzamento per la comune volontà di normalizzare le cose, hanno chiarito che fino ad ora sono rifuggite da atti estemporanei, polemici e demagogici, quali il non partecipare alla Festa della Polizia (che per noi vuol dire onorare al meglio la memoria dei colleghi caduti), per il consueto spirito di servizio e responsabilità che vede, quale interesse primario, la risoluzione delle problematiche e non la polemica precipitosa e fine a se stessa.

Il che vuol dire, come esplicitato al Signor Questore, che responsabilità non vuol dire complicità e che, pertanto, ci aspettiamo segni tangibili della rinnovata volontà collaborativa espressa dall'Amministrazione pronti, come sempre è stato, ad intraprendere le più idonee ed opportune iniziative per tutelare i diritti dei poliziotti torinesi.

 
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