Odissea No Tav: poliziotti sequestrati Stampa E-mail
Scritto da Segreteria Provinciale Torino   
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SEGRETERIA PROVINCIALE

DICHIARAZIONI DEL SEGRETARIO GENERALE DEL SIULP DI TORINO EUGENIO BRAVO.

L'odissea dei poliziotti impiegati nella sicurezza dei cantieri TAV non si placa.

Dopo un oceano di chiacchiere e buoni propositi delle istituzioni e dei politici, tutto è come sempre.

Ricordando un antico aforisma che ben si attaglia all'odissea TAV "Con il quale senza il quale si rimane tale e quale" raccontiamo quanto accaduto, non per intrattenere in una sorta di romanzo giallo-rosa, ma per provare a solleticare le coscienze, per quanto...

21 luglio, un contingente di 10 uomini del Reparto Mobile di Torino sta consumando il 1° ordinario in un ristorante convenzionato della città di Susa.

Improvvisamente, mentre questi lavoratori della sicurezza sono a metà pasto, un chiasso inaspettato e imprevedibile li obbliga ad un sobbalzo repentino e lanciandosi rapidamente sul mezzo parcheggiato nel cortile del ristorante, in pochi secondi si equipaggiano per fronteggiare l'incredibile pericolo. Circa 40 antagonisti della TAV, con tanto di striscioni, approfittando del cancello sempre aperto, si erano insinuati all'interno del cortile e sfruttando l'effetto sorpresa, inscenavano una coreografia di slogan e insulti diretti ai poliziotti allibiti, ma pronti, in assetto antisommossa.

Naturalmente i manifestanti si posizionavano antistanti al cancello d'ingresso con striscioni aperti, impedendo così ai poliziotti di uscire e recuperare una distanza ragionevole, in grado di impedire il rischio di uno scontro fisico. Nel frattempo si affacciava sul posto una pattuglia DIGOS che procedeva a video registrare gli antagonisti, che continuavano a trattenere a suon di slogan i poliziotti nel cortile. Dopo un'ora, gli accalorati manifestanti compiaciuti del loro teatrino, lasciavano il cortile del ristorante permettendo ai colleghi di raggiungere il contingente dislocato sui cantieri TAV e procedere, con un'ora di ritardo, al cambio sul posto.

Sottolineare l'alto senso di responsabilità dei poliziotti, la loro ponderazione è finanche superfluo: la loro freddezza e professionalità, ha impedito che un episodio tanto grave quanto incredibile potesse finire diversamente.

Quello che il SIULP si chiede e che vorrebbero sapere tutti poliziotti è cosa sia accaduto successivamente ai manifestanti che hanno impedito ai poliziotti non solo di consumare il pranzo ma peggio ancora, rimanere forzatamente nel cortile del ristorante.

Qualcuno di questi "gentil signori" sarà stato denunciato, rimproverato o quanto accaduto fa parte dell'ennesimo teatrino sopportato dalla politica. Perché se qualcuno veramente crede che non essendosi verificati incidenti il fatto possa rientrare, a ragione, in una semplice goliardata ebbene, noi, non ci stiamo proprio.

Il SIULP di Torino ad oggi non sa se vi siano conseguenze di natura penale verso costoro, ma una cosa il SIULP di Torino di sicuro sa! Non farà cadere nel nulla un episodio che non può essere sottovalutato e tantomeno dimenticato.

Impedire a dei poliziotti in servizio di raggiungere il posto di lavoro significa impedire che i poliziotti possano adempiere al loro dovere. Non crediamo che questo sia cosa da poco.

In attesa dei buoni propositi e della solidarietà della politica, "non vorremmo la prossima volta aspettarci qualche altra nefasta sorpresa."

Torino, 25 luglio 2015

 
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