Sindacati Polizia, NO a chiusura Questure e Prefetture - Comunicato Congiunto Stampa E-mail
Scritto da Segreteria Provinciale Torino   
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SEGRETERIA NAZIONALE

COMUNICATO CONGIUNTO SIULP - SIAP - SILP CIGL - CONSAP - UIL POLIZIA:

Dopo cinque anni di blocco del contratto e del tetto salariale, aspetto quest'ultimo che ha menomato la funzionalità degli uffici e l'operatività delle Forze di polizia, dopo un "buco" di organico di oltre 40mila operatori e di fronte all'escalation dei crimini quali furti, scippi e rapine che hanno letteralmente minato ogni sicurezza dei cittadini dal nord al sud del paese, oggi il Governo con l'approvazione del decreto legge, inerente la riorganizzazione degli uffici centrali e periferici della sicurezza e la reintroduzione del blocco del turn over al 20% delle cessazioni, sta per annientare ogni possibilità di difendere i cittadini e le Istituzioni dall'aggressione criminale.

Lo affermano in una nota i sindacati SIULP, SIAP-ANFP, SILP CGIL, CONSAP e Federazione UIL Polizia con la quale, nel commentare le devastanti anticipazioni contenute nei provvedimenti relativi alla riorganizzazione della P.A., centrale e periferica, all'esame del CDM odierno e con i quali l'esecutivo si appresta a chiudere circa 80 Questure, Prefetture e altrettanti Comandi Provinciali dei Vigili del Fuoco, dell'Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza oltre ad un non meglio specificato assorbimento della Polizia Penitenziaria e della Forestale in altri corpi di polizia, dichiarano di essere pronti ad ogni forma di protesta con mobilitazione generale permanente per scongiurare quella che definiscono una vera e propria caporetto della sicurezza del Paese.
Oggi, continuano i leaders dei Sindacati tutti gli sforzi dei poliziotti costretti ad operare anticipando di tasca propria le risorse necessarie per le riparazioni delle macchine o a volte anche per fare rifornimento, con orari assurdi sino ai doppi turni, come ad esempio per le scorte ai politici e alle tante, troppe persone che utilizzano questo sistema per mero status simbolo per garantire i controlli alle frontiere e per l'accoglienza degli immigrati che arrivano sulle nostre coste o per la vigilanza in ogni angolo del paese per la prevenzione e il soccorso pubblico in attesa di vedersi riconoscere il sacrificio e l'abnegazione sinora dimostrata verranno annullati per effetto di decisioni unilaterali, assurde e destabilizzanti anche per la stessa tenuta della sicurezza e della coesione sociale. 
Chiudere 80 questure, altrettante prefetture e comandi provinciali, significa affermare che nel nostro Paese la sicurezza e il soccorso pubblico non hanno bisogno di poliziotti e di vigili del fuoco perché la criminalità non esiste e il dissesto idrogeologico dei nostri territori è solo un'invenzione degli addetti ai lavori che, conseguentemente verranno tagliati insieme alle chiusure dei presidi di legalità.
I poliziotti non ci stanno a tale scellerato piano e per far comprendere quanto sia importante e vitale il lavoro che svolgono, cominceranno dal disdire ogni impegno sindacale che ha previsto gli orari in deroga che permettevano i doppi turni a cominciare dalle tutele ai politici sperando, che così facendo ci si accorga che o si raddoppia il personale o si rinuncia alla sicurezza.

Roma 13 giugno 2014

 

Qui il comunicato in formato pdf

 
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