Rimborso viaggi per citazioni c/o Uffici Giudiziari Stampa E-mail
Scritto da Segreteria Provinciale Torino   
siulp_logo_nuovo.jpgDocumento del Segretario Generale Provinciale
Eugenio A. BRAVO

ALL'UFFICIO RAPPORTI SINDACALI - ROMA
AL SEGRETARIO GENERALE SIULP - ROMA
e p.c.
AL SIGNOR QUESTORE - TORINO

Come risaputo i sindacati, unitamente all'Amministrazione, determinano le regole fondamentali che disciplinano i rapporti di lavoro. Nello sviluppo di questi rapporti si estrinsecano i diritti e i doveri dei poliziotti

Nell'ambito dei diritti e dei doveri il Siulp deve precisare, suo malgrado, la deficitaria interpretazione della disciplina relativa al trattamento di missione, sebbene stabilita con chiarezza nell'art. 13 del CNL 2009/51.

Prevedere il trattamento di missione per il personale oggetto di citazione di un Ufficio Giudiziario, di sede diversa da quella ove presta servizio il poliziotto, implica necessariamente il rimborso del viaggio e qualora il poliziotto risiedesse nella città ove fosse situato l'Ufficio Giudiziario, il rimborso non verrebbe comunque meno.

Tuttavia, questa normativa dell'art. 13, per quanto sufficientemente chiara, non attecchisce nelle menti burocratiche del V reparto Mobile di Torino che probabilmente, trasportati da una inesorabile e difettosa interpretazione dell'abituale dimora, confondono, forse ingenuamente, quest'ultima con la residenza del dipendente.

Purtroppo, l'errata interpretazione in questione, era prossima ad obbligare un poliziotto del Reparto Mobile, citato dalla Procura di Cagliari, a pagarsi il viaggio per conto proprio e senza il pernottamento in una struttura dell'Amministrazione o qualora non disponibile in un albergo.

Dapprima la Dirigenza del Reparto Mobile, perseverando nell'errore, informava il collega che, poiché "citato" dalla Procura di Cagliari, lui stesso avrebbe dovuto provvedere personalmente ad intrattenere i rapporti con l'Ufficio competente della Procura, preoccupandosi poi, sempre lui personalmente, che il Ministero di Grazia e Giustizia provvedesse al rimborso delle spese di viaggio da lui anticipate.

In realtà l'Amministrazione, qualora non avesse voluto anticipare le spese di viaggio, avrebbe dovuto assumersi Lei l'onere di chiedere alla Procura in questione il pagamento delle spese di viaggio. Scaricare tutta l'incombenza amministrativa sulla testa del collega, non solo si sarebbe rivelato un gravissimo errore da parte della Dirigenza del Reparto Mobile, ma avrebbe sviscerato un'indifferenza irriguardosa verso il collega che, per ragioni di giustizia era stato "citato".

Fortunatamente la citazione del collega non andava in porto giacchè ritenuta superflua dalla Procura di Cagliari e quindi annullata.

In secondo luogo, la costanza di interpretare in modo esclusivo e soggettivo la normativa in questione da parte dell'Amministrazione, richiedeva il necessario intervento del Siulp volto a far comprendere con la presente e una volta per tutte (e su questo illuminante sarà altresì l'indicazione che codesto Ufficio Rapporti Sindacali vorrà fornire con solerzia alla dirigenza del Reparto Mobile di Torino e nel modo ritenuto più consono) come l'abituale dimora, art. 13 punto 11, che consiste nel luogo dove il collega trascorre maggior parte del suo tempo lavorativo e non, non abbia nulla a che vedere con la residenza del collega, quand'anche possa coincidere con la città dell'Ufficio Giudiziario richiedente. Il poliziotto che risiede in altra città, qualora la distanza non gli consenta di trascorrere maggior parte del suo tempo lavorativo e non, perchè non vi abita concretamente, non può essere assimilata all'abituale dimora. Al contrario la missione che inizia dall'abituale dimora del dipendente deve prevedere il trattamento di missione.

Il collega in questione sarà sicuramente residente a Cagliari ma non ha nulla a che vedere con il trattamento giuridico previsto per la sua abituale dimora che coincide in realtà con la sede di servizio di Torino e non con la sua residenza cagliaritana.

Ne discende che al collega, "citato" presso la Procura di Cagliari, non solo spetta il rimborso del viaggio, iniziando la missione dalla sede di servizio nonché abituale dimora, ma altresì il pernottamento presso un albergo, qualora non fosse possibile l'accasermamento.

In attesa di riscontro si inviano cordiali saluti.

Torino 29 gennaio 2014

 
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