Orari di servizio inauditi e incolumità dei poliziotti a rischio Stampa E-mail
Scritto da Segreteria Provinciale Torino   

siulp_logo_nuovo.jpg Documento del Segretario Generale Provinciale

Eugenio A. BRAVO

AL SIGNOR QUESTORE DI TORINO

OGGETTO: Orari di servizio inauditi e incolumità dei poliziotti a rischio.

 

Egregio Signor Questore,

con la presente intendo sottoporre alla Sua attenzione un significativo documento sindacale, pervenuto al Siulp, che esprime chiaramente, anche con toni piuttosto aspri ma comprensivi, l'assurdità di alcune tipologie di servizio al quale devono sottostare i poliziotti di Torino.

"In data 19 settembre un contingente di due squadre (20 operatori) del Reparto Mobile di Torino, veniva comandato di servizio notturno con orario di inizio ore 23.00, per un accompagnamento di cittadini extracomunitari presso l'aeroporto Malpensa (VA). L'inizio del servizio, a bordo del Fiat Iveco 370 in dotazione di Reparto, unitamente ad altro veicolo predisposto, prevedeva l'arrivo al locale C.I.E., il prelevamento dei cittadini extracomunitari ed il giusto accompagnamento sino all'aeroporto di Malpensa, dove altro personale avrebbe dovuto poi curarsi del seguito.

Unitamente al personale del Reparto Mobile, erano comandati per lo stesso servizio un contingente misto di eguale numero di operatori composto da personale del locale Ufficio di Gabinetto (N.o.p.) e territoriali della Questura di Torino, per un totale, compreso il Sostituto Commissario dirigente del servizio, di circa 40 unità operative.

Già la scelta del personale del V Reparto Mobile di Torino era poco felice in quanto la maggior parte di essi proveniva dal turno mattutino di ordine pubblico in fuori sede a Chiomonte (TO), con relativi rischi di prolungamento d'orario vista la attuale situazione in loco, nonché la mera considerazione che gli stessi iniziando il suddetto turno con inizio di servizio alle ore 05.00 e termine alle 15.00, di sicuro avrebbero avuto poco tempo per il giusto ritempramento fisico ed il dovuto approccio tecnico al servizio, che, già da sé, necessitava un ulteriore occhio di riguardo e preparazione.

Ciononostante, ancor più forte è stato il comune scoramento degli operatori di turno notturno, quando si è appreso che gli ospiti del C.I.E., erano ancora da prelevare dalle aree, perquisire, controllare e sistemare sui mezzi previsti.

Il tutto, agli occhi dell'operatore di Reparto Mobile significava una sola certezza: l'ennesima notte da inferno.

Infatti, oltre alla solita manfrina attuata per il bene comune, quindi tranquillità nei confronti degli extracomunitari, pazienza nella gestione tecnica della sistemazione degli stessi insieme agli operatori sui pullman adibiti a trasporto e così via, già da subito iniziava a serpeggiare la voce, confermata a breve, che l'aereo previsto per gli accompagnati, di nazionalità nigeriana, aveva come orario di partenza le ore 11.00!

Cioè, per fare i conti della serva, esattamente 12 ore dopo l'inizio di servizio. A Varese. Tutto il contingente era stato fatto "montare" di servizio esattamente 12 ore prima del fulcro del servizio, e cioè, il decollo del volo. A Varese, sottolineiamolo sempre.

Come si può comandare in un servizio già di per sé pericoloso e da trattare meticolosamente, personale che ha terminato il mattino alle 15, con orario di inizio servizio notturno alle 23?!? Tra l'altro con la consapevolezza che lo stesso gruppo di poliziotti "smonterà" al minimo dopo 14 ore di servizio e con un viaggio che puntualmente si è trasformato in un' odissea (culminato con continui attacchi verbali (e non solo) dei cittadini nigeriani, contatti fisici e con in ultimo il pullman del Reparto Mobile usato come latrina dagli stessi che hanno urinato lungo tutto il corridoio del veicolo?

E come ciliegina sulla torta, tutto l'apparato previsto a Malpensa aeroporto (in quanto si è appreso che questo servizio era costituito da un insieme di accompagnamenti per tutta Italia culminante in charter per Roma e da Roma per la Nigeria), di sicuro non si è intenerito o preoccupato del fatto che i colleghi vagavano per l'aeroporto come Zombie vestiti da poliziotti, che imploravano di essere messi in libertà per tempo, ma, come da copione oramai visto e rivisto, veniva decretato il fine servizio solo a decollo avvenuto del volo, il tutto intorno alle ore 12.30

A conclusione dello forte disagio, gli operatori del Reparto Mobile ed i territoriali rientravano a Torino nel primo pomeriggio, con il Fiat Iveco intriso di urina ed odori non certo piacevoli, stanchi e soprattutto con la consapevolezza che anche questa volta si era riusciti a portare la pelle a casa; considerando tra l'altro che gli autisti del pullman erano gli stessi che avevano guidato sul mattino del giorno precedente in fuori sede a Chiomonte (TO).

Di tutto questo chi ha contezza dovrà dare IMMEDIATA risposta, tenendo conto che ore ed ore di contrattazioni e verifiche degli orari in deroga, a quanto pare, sono totalmente inutili.

Di tutto questo chi ha contezza dovrà dare IMMEDIATA risposta, di come si possa anche solo considerare di far iniziare un turno di servizio sapendo che già dai primi momenti dello stesso, la gestione dello stress operativo può duramente essere messa alla prova, e, di conseguenza è impensabile garantire lucidità e buona riuscita dello stesso.

Di tutto questo rimane solo l'amara consapevolezza che la nostra vita potrebbe essere attentata, non da chi fronteggiamo per strada ma da chi dispone della nostra presenza.

Ed è tutto dire!".

Al di là della forma appositamente provocatoria del documento, che rappresenta con chiarezza una realtà rivelatrice del forte disagio e malessere degli operatori, ciò che rileva soprattutto questa O.S. è l'aspetto propriamente politico-sindacale che concerne un organizzazione deficitaria, le cui lacune ricadono inesorabilmente sulla "pelle" dei poliziotti.

Per il Siulp perseverare con questo metodo lavorativo, implica una totale assenza di criterio organizzativo generale, che non tiene minimamente conto dell'incolumità del personale e delle possibili ricadute negative sull'apparato operativo.

Per la seconda volta il Siulp di Torino (la prima datata 19/06/2013 a firma della Segreteria Sezionale del Reparto Mobile), si vede costretto a rappresentare una inaudita scelta organizzativa in termini di orari di lavoro e di personale impiegato. La terza volta l'intervento di questa O.S. non si limiterà all'ambito territoriale provinciale, ma riceverà la giusta risonanza nazionale.

Tollerare ulteriori eventuali scelte organizzative che mettono a repentaglio i poliziotti e rischino di comprometterne il servizio sarebbe un errore finanche del sindacato.

In attesa di sollecito riscontro si inviano cordiali saluti.

Torino, 24 settembre 2013

 
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